Mercoledì, Dicembre 13, 2017

Basta sorprese, basta ipoteche nascoste, basta allo spauracchio della “doppia vendita”. Grazie al ddl Concorrenza infatti, da oggi chi acquista casa potrà versare l’importo direttamente al notaio, che conserverà la somma e la girerà al venditore solo dopo la trascrizione del rogito, vale a dire quando il passaggio di proprietà sarà diventato definitivo.

Il ddl Concorrenza prevede infatti uno specifico conto deposito presso i notai proprio a garanzia delle compravendita: questo perché a volte tra il rogito e la trascrizione dell’atto nei pubblici registri passa un tempo sufficientemente lungo per consentire, a venditori particolarmente furbi, di vendere ad un altro acquirente l’immobile di fatto indisponibile. Solo una volta trascritto l’atto infatti, il compratore può dirsi in tutto e per tutto proprietario dell’immobile. Non solo, perché proprio a causa del fatto che nella finestra temporale che intercorre tra rogito e trascrizione l’immobile è nella piena disponibilità del venditore, può capitare che eventuali creditori possano iscrivere ipoteche o avviare pignoramenti. Le ispezioni ipotecarie, infatti,  vengono effettuate dal notaio solo in precedenza della data del rogito, per verificare che l’immobile sia, appunto, libero da “gravami pregiudizievoli” e quindi commercializzabile. Dopo il rogito, perciò, l’acquirente è ancora a rischio di sgradite sorprese, anche se solo per pochi giorni.

Importante: la legge non rende obbligatorio il versamento dell’importo della compravendita al notaio; deve essere infatti l’acquirente a richiederlo espressamente. A fronte della richiesta il venditore non si può opporre.

Nel 2016 c'è stata una forte crescita delle compravendite di abitazioni (+20,2% rispetto al 2015) nelle località turistiche, soprattutto nelle località di montagna (+23,5%), seguite da quelle di mare (+19,9%) e da quelle sui laghi (+15,2%).

 

E' il dato principale che emerge dall'Osservatorio Nazionale Immobiliare Turistico 2017 di Fimaa-Confcommercio - Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari, effettuato in collaborazione con la società di studi economici Nomisma e presentato a Roma nel corso di una conferenza stampa nella sede nazionale di Confcommercio.

 

Nel 2017, il prezzo medio per l’acquisto di un’abitazione turistica in Italia si attesta a 2.229 euro al mq commerciale, con un trend dei prezzi di vendita delle case per vacanza in ulteriore contrazione: il dato medio fa segnare una flessione annua pari a -2,5%. L’Umbria è la regione che ha registrato il calo più intenso (-4,5%), a seguire Abruzzo, Lazio, Lombardia, Marche, Toscana e Valle d’Aosta (-3,0%).

 

Nelle località marine, il calo maggiore dei prezzi medi di compravendita di appartamenti nel 2017 si registra in Abruzzo (-3,2%), quello più contenuto in Puglia (-0,9%); tra le località di montagna o lago la maggiore variazione negativa è in Umbria (-4,6%) e, a seguire, in Abruzzo (-3,1%), mentre in Calabria si è rilevata una sostanziale stabilità (0,0%).

Volano i mutui casa, riparte l’edilizia

  • Martedì, 09 Maggio 2017 22:48

Nel 2016 il totale dei finanziamenti erogati in Piemonte sfiora i 3 miliardi e 837 milioni

 

 
 
 
 

 

 

Volano i mutui casa in Piemonte: nel 2016 il totale dei finanziamenti erogati a coppie e famiglie per acquistare un’abitazione hanno sfiorato i tre miliardi e 837 milioni di euro, con un incremento del 20,7 per cento rispetto all’anno prima. Secondo l’Ufficio studi Tecnocasa, che ha elaborato dati ufficiali diffusi dalla Banca d’Italia, l’aumento in valore assoluto è stato pari a 657 milioni di euro, cifra che ha portato la regione a ottenere il 7,72% del totale dei prestiti casa erogati in Italia (49 miliardi e 727 milioni). 

 

 

ANDAMENTO ALTALENANTE  

La performance a livello piemontese è praticamente uguale a quella nazionale, che ha registrato un trend in crescita del 20,6%. In realtà, l’andamento del mercato dei mutui nel 2016 è stato altalenante: gli 833,5 milioni di euro erogati tra gennaio e marzo sono diventati 1 miliardo e 11 milioni nel trimestre successivo; quindi una nuova discesa a 882,8 milioni e, infine, la decisiva rimonta negli ultimi tre mesi dell’anno a un miliardo e 109 milioni, dato che ha di fatto confermato la ripresa del settore immobiliare. 

 

Basti pensare che solo tra ottobre e dicembre 2016 le famiglie hanno ottenuto praticamente quasi il triplo di quanto era stato loro concesso nei primi tre mesi del 2014 (395,5 milioni). 

 

BANCHE «MENO GENEROSE»  

Anche l’importo è salito: nel quarto trimestre dell’anno scorso, chi aveva chiesto soldi alle banche per comprare la casa si è visto assegnare in media 105.700 euro, oltre duemila euro in più rispetto ai 103.500 euro che venivano mediamente concessi nello stesso periodo del 2015. Resta il fatto che, in Piemonte, gli istituti di credito si rivelano «meno generosi» che nel resto d’Italia: ampliando il confronto all’intero secondo semestre, mediamente colui che sottoscrive un mutuo in regione riceve un contributo di circa l’8% inferiore rispetto ai 113.500 euro che rappresentano la media nazionale. 

 

Tra le province piemontesi, Torino continua ad avere il peso maggiore, con 2 miliardi e 363 milioni di euro di mutui casa erogati nel 2016 (il 61,5% di tutti quelli concessi in regione). Cifra che porta al 22,2% l’incremento su base annua, valore record in Piemonte. La miglior performance nell’ultimo trimestre dell’anno scorso è stata, invece, quella di Cuneo: +30,9% e 105 milioni di euro tra ottobre e dicembre, che hanno portato il totale annuale a 355,9 milioni. 

 

Novara ha fatto meglio in valore assoluto, con 455,5 milioni di euro in dodici mesi (+17,6% sul 2015), ma tutte le province hanno fatto registrare numeri positivi alla fine dello scorso anno: mutui casa per 254,5 milioni ad Alessandria (+25,4%), 109,3 milioni ad Asti (+19,7%), 94,1 milioni a Biella (+16,2%), 128,2 milioni a Verbania (+14,3%) e 85,9 milioni a Vercelli, area con il più basso incremento annuale, solo il 3,2%. 

 

TIMORI PER L’EFFETTO BREXIT  

«I volumi continuano ad aumentare da tre anni e, seppure non più come in passato, la domanda di mutui sta proseguendo la sua crescita – spiegano all’Ufficio studi Tecnocasa -. La Banca centrale europea sta continuando le manovre per supportare l’erogazione del credito, così l’offerta bancaria è migliorata grazie alla riduzione degli spread sui mutui. Tuttavia, nei prossimi trimestre sarà da valutare l’effetto Brexit sulla concessione di finanziamenti, per questo è probabile che le banche gestiranno con molta prudenza le richieste di erogazione nel 2017». 

 

 

Nuda proprietà: +11,5% le transazioni

  • Domenica, 02 Aprile 2017 23:28
24 mar 2017, pubblicato da Federica Tordi in: Comprare immobile Immobili Mercato immobiliare Primo piano 

Con il ritorno all’investimento immobiliare, nuovamente visto con occhio benevolo, sono aumentate le transazioni che riguardano la nuda proprietà. Lo rivela il Corriere della Sera che ha utilizzato un’analisi di Tecnocasa per parlare di questo particolare tipo di operazioni.

Stando ai numeri della rete di agenzie, il 2016 si è chiuso con un incremento annuale dell’11,5% per le compravendite di nuda proprietà, rialzo che rimane comunque inferiore rispetto a quello che ha coinvolto in modo generale tutte le operazioni immobiliari, cresciute del 18,9% in un anno.

Tecnocasa ha rivelato anche che il 79% di chi ha firmato una transazione di nuda proprietà lo ha fatto proprio con l’intenzione di investire, sfruttando così lo sconto sul prezzo garantito da questo tipo di passaggio e approfittarne nel momento in cui si diventerà proprietari a pieno titolo dell’immobile per poterlo rivendere. Solo il 21% ha comprato con questa formula per poter abitare direttamente l’abitazione al decesso dell’usufruttuario o passarla a un proprio familiare.

Se non sussiste una necessità abitativa urgente, la nuda proprietà garantisce un buon margine di sconto sul valore di mercato, che oscilla in base all’età dell’usufruttuario che, in ogni caso, normalmente non ha meno di 70 anni. Ed è perfino possibile godere delle agevolazioni prima casa anche per questo tipo di acquisto: le uniche condizioni necessarie per richiederle sono il non essere in possesso di altre abitazioni e risiedere nello stesso comune dell’immobile, anche se poi non sarà necessaria la residenza a quell’indirizzo. Le tasse comunali e le spese condominiali ordinarie rimarranno a carico dell’usufruttuario per tutta la sua permanenza nella casa.

Cos' è la Nuda Proprietà ?

  • Sabato, 08 Febbraio 2014 11:13

Cosa vuol dire Nuda Proprietà?

Il Diritto di Proprietà (art. 832 del c.c.) di un bene implica anche che da esso è possibile trarne un godimento ovvero utilizzarlo oppure ricavarne un reddito in funzione della natura del bene stesso. Al Diritto di Proprietà sono connessi, e ne fanno parte, i Diritti Reali di godimento e, in particolare, il diritto di Usufrutto. Nel caso di un immobile il Diritto di Usufrutto conferisce al titolare il pieno diritto di usare (art 1021 c.c.) e abitare (art 1022 c.c.) oltre che di goderne gli eventuali "frutti" con la limitazione di non poterne cambiare la destinazione.

 

Il nostro Codice Civile

consente di "spezzare" in due la proprietà: da una parte l'Usufrutto (Art. 978 C.c.), cioè il diritto di utilizzare la casa (goderne i "frutti") e, dall'altra, la Nuda Proprietà, ovvero la proprietà senza il diritto di utilizzo.
La Nuda Proprietà di un bene consiste quindi nelle proprietà spogliata di uno i più diritti reali di godimento per un termine prestabilito o per tutta la vita del o dei titolari di tali diritti.

 

La possibilità giuridica

di scindere i Diritti Reali di godimento del bene (Usufrutto e Diritto d’Uso e Abitazione) dalla proprietà, e le varie forme di vendita possibili, in Italia sono poco conosciute e il mercato della Nuda Proprietà è stato finora molto ristretto e percepito con valenza negativa per le sue implicazioni spesso fraintese.

 

Vendere la Nuda Proprietà

significa in sintesi cedere a terzi l'immobile mantenendo tuttavia su di esso il proprio diritto di godimento che può essere pieno, oppure solo limitato all'uso o all'abitazione, per tutta la vita oppure per un termine prefissato.

 

Chi vende

la Nuda Proprietà di un immobile può riservare per sé o per per una o più persone designate il diritto di Usufrutto o il Diritto di Abitazione.
Nel primo caso egli può abitare oppure locare il bene percependone l’affitto mentre, nel secondo caso, può unicamente abitare l’immobile e non può cedere a terzi questo diritto poiché è strettamente personale. Normalmente è preferibile utilizzare la riserva del Diritto di Abitazione (art. 1022 C.c.) che, con opportuni accorgimenti contrattuali, è più adatto sia alle esigenze del venditore, che dell’acquirente investitore.

 

Chi acquista

la Nuda Proprietà di un immobile fa un investimento immobiliare di medio-lungo termine, senza rischi,  per mezzo del quale può acquistare una casa da utilizzare o rivendere in futuro con significativi vantaggi sia nel prezzo di acquisto che per quanto concerne gli oneri fiscali e di gestione

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